" Questo Blog lo dedico ai folli. Agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane, a tutti coloro che vedono le cose in modo diverso. Costoro non amano le regole, specie i regolamenti e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Potete citarli, essere in disaccordo con loro; potete glorificarli o denigrarli ma l’unica cosa che non potrete mai fare è ignorarli, perchè riescono a cambiare le cose, perché fanno progredire l’umanità. E mentre qualcuno potrebbe definirli folli noi ne vediamo il genio; perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero. Da "Think different"


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06/09/09

Proprietà intelletuale e futuro. Un bell'articolo su PI

E' domenica e aspettando di vedere Valentino & co, che corrono a due passi da casa, mi leggo un po' di quelle cose che metto da parte per la domenica: piccoli saggi su comunicazione, società e futuro. Vi suggerisco quindi di fare altrettanto e leggervi questo bell'articolo di su Punto Informatico/Cassandra Crossing, Medioevo 2.0, o come direbbe Eco "A Passo di gambero".
Un esempio dal post:
"...Applicando questi concetti appare del tutto possibile che quello che ci aspetta nel prossimo futuro, 10 o 15 anni da adesso, sia sì la transizione ad una società della conoscenza, ma che questa nuova società della conoscenza non sarà prospera, libera e democratica ma piuttosto una società mediamente povera, chiusa e nella quale il benessere è appannaggio di una elite come in un nuovo medioevo.

Un medioevo 2.0. Una società in cui la ripartizione della ricchezza dovuta alla conoscenza si concentrerà sempre più nelle mani di poche persone e di poche nazioni, proprio come è successo con l'espulsione dei contadini dalle terre, lo sfruttamento delle risorse primarie e l'impiego massiccio del lavoro industriale di salariati.
Una società in cui le proprietà comuni come la cultura e le informazioni verranno fatte proprie da una nuova classe di latifondisti, che concentreranno le risorse senza sfruttarle adeguatamente e produrranno povertà per molti allo scopo di trarne un profitto per pochi..."

Ma poco prima, mi stavo leggendo un interessante articolo di uno dei più colti ed esperti del nostro mondo, Philip Hodgetts, che raccontava, di come le piccole Boutique di editing e Post stanno mettendo in crisi le grandi società di "Tutto e Post". In pratica l'esempio si riferiva alla post produzione cinematografica dove i due elementi fondamentali erano la parte Telecinema e scanning e la successiva ristampa a fine edizione, perché ciò permetteva alle Grandi di fare prezzi tutto compreso, dove la parte del leone la facevano quei due processi e nel mezzo, a prezzi "scontati" si includeva editing, color etc. Ma oltre a ciò c'era anche il "know how" che queste offrivano dando quella sicurezza di cui certe produzioni hanno bisogno: il loro workflow era chiaro e testato. Ma poi, notava l'autore, con l'avvento della rete, la conoscenza si è diffusa, l'esperienza è in buona parte condivisa, così come anche molti tools a buon mercato. Di questo ho già parlato nei miei post: sul fatto che molte case di post, anche boutique, abbiano sviluppato e mettano a disposizione di tutti, script, utility come FCP Remover, o script di AE, per non parlare di Tutorial. Con l'avvento della RED poi, il quadro a vantaggio delle piccole Post o Boutique è diventato ancora più chiaro e si è allargato perché non richiede quegli step iniziali "esclusiva" delle Grosse. Quindi la conoscenza condivisa dalla rete, nel nostro settore, ha permesso ai piccoli e alle One Man Band di costruirsi uno spazio di rilievo basato sulla qualità, competenza e talento (quando c'è). E non più quella basata sugli investimenti e quindi sulla capacità di disporre di denaro. Ma a monte e a valle ci sono le idee, c'è ahinoi la Proprietà intellettuale, i diritti (ma perché chiamarli ancora così se non per far pesare solo privilegi?), per cui chi vuole avventurarsi nel cinema e investire su un progetto deve far i conti con quelli che hanno denaro perché posseggono i diritti... Si potrebbe dire per assurdo, che possegono il diritto al denaro (!) E quindi tornando all'articolo di PI:"...Grazie a questo si crea un ulteriore flusso economico destinato per la maggior parte ad alimentare rendite improduttive e di posizione e quindi parassitarie come quelle di chi compra e detiene diritti di proprietà intellettuale, che impoverirà la maggior parte della società civile. Grazie a questo si rallenta il circolo virtuoso della cultura e si impoverisce il complesso della società che produce e utilizza cultura a favore dei nuovi latifondisti. Questo avrei dovuto spiegare alla cena, che a causa della "Proprietà Intellettuale" tempi oscuri ci attendono."

Da cui ne consegue: se si posseggono i canali, si possiede la distribuzione, si possiede la produzione e la post, perché vantare anche diritti?
O più semplicemente: se in questo italietta ormai sempre più terzomondista in fatto di media, ci fossero invece una tv e una distribuzione a Berlusca, una tv e una distribuzione a Cecchi Gori, idem una a Rizzoli, idem una a Gruppo Espresso, e così via, ci fossero cioè dei limiti duri e insormontabili ai monopoli. Ma quanto lavoreremmo più tutti e meglio? Ma quanto sarebbe cresciuto questo paese nell'innovazione e nell'informazione? Quanto lo sarebbe nella cultura e nella ricerca? Un casino, saremmo fra i primi 3 paesi al mondo per livello culturale, scientifico e nell'innovazione. Perché? Perché lo siamo già stati negli anni della reale concorrenza...
Ai posteri l'ardua sentenza...

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