" Questo Blog lo dedico ai folli. Agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane, a tutti coloro che vedono le cose in modo diverso. Costoro non amano le regole, specie i regolamenti e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Potete citarli, essere in disaccordo con loro; potete glorificarli o denigrarli ma l’unica cosa che non potrete mai fare è ignorarli, perchè riescono a cambiare le cose, perché fanno progredire l’umanità. E mentre qualcuno potrebbe definirli folli noi ne vediamo il genio; perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero. Da "Think different"


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16/05/08

Risultati del sondaggio sul costo del montaggio

Grazie a quei 16 che hanno partecipato al sondaggio su " quanto vi fate pagare un ora di montaggio SD?"
Speravo un po' più di partecipazione, forse qualcuno crede che rimanga traccia di chi vota... ma in realtà solo Google lo sa... forse.

In ogni caso la media si divide quasi in due e cioè 4 su 10 fra i 90 e i 120 euro, 3 su 10 fra i 50 e gli 80, con un altro 2.5 su 10 che si fa pagare fra i 20 e i 40 euro... Uno solo oltre i 130...beato lui o lei (società di post?)!

Che considerazioni fare? Probabilmente una è che quelli fra i 50 e gli 80 sarebbe bene che alzassero le loro tariffe almeno a 90/100, magari facendo come quelli del pane... un 10% in più ogni mese! Se infatti avete visto la puntata di Report sui prezzi alimentari avrete saputo come l'agricoltore viene pagato per un chilo di carote 37 centesimi di euro e quelli del supermercato ce le vendono a 1.70 euro, 5 volte tanto + o -. O, tagliate e lavate a 2.70 euro quasi 8 volte tanto!
Ora, noi non siamo agricoltori, né distributori, ma il rivenditore, diamo cioè un prodotto finito. Se volessimo parafrasare quella situazione, l'operatore che riprende il video è l'agricoltore, poi il prodotto passa al montatore/regista che lo "lava" e lo confeziona (postproduzione) quindi...
Questo discorso però mi fa venire in mente il soggetto per il prossimo poll e cioè se siete attrezzati o meno, se producete o meno etc.
Perché, se quelli che hanno risposto fra i 20 e i 40 euro all'ora sono "solo" montatori e considerano quello il costo del lavoro professionale senza la tecnologia, allora ci siamo. Difatti in un vecchio post si parlava giusto dei costi dopo l'euro e quindi le 50.000 lire all'ora per un montatore, senza tecnologia, sono i 25/40 euro di oggi.
Ovviamente questo discorso vale per i professionisti o piccole società "One Man Band" che sono parecchi/e, ma non tutti: quelli cioè che producono, montano e magari fanno anche la ripresa. Se invece si guarda la cosa alla maniera delle produzioni pubblicitarie o televisive classiche, allora c'è una precisa gerarchia con aumenti di prezzo come per le carote (!).
Quindi il montatore o la società di post produzione si fa pagare mettiamo 100 euro per il montaggio e post, la casa di produzione che gli ha commissionato il lavoro aggiunge il cosiddetto mark up ovvero "cresta" che può andare da un 10 a un 30% o più. Quindi i 100 euro diventano 110 o 130 o più. Se poi trattasi di pubblicità allora la casa di produzione vende lo spot all'agenzia pubblicitaria che spesso aggiunge il suo guadagno o mark up e che a sua volta vende lo spot al Cliente, e quindi i 100 iniziali diventano 160 o più per il Cliente finale.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

E' molto interessante il tentativo di valutare il prezzo a cui vendiamo il ns lavoro, io credo però che quella logica sia, se non del tutto, almeno in larga parte superata. Tento di spiegarmi meglio: fino a 15anni fa per produrre un video eravamo costretti ad avvalerci di competenze specifiche esterne al ns lavoro (post-produzioni super attrezzate, sale audio, ecc) che affittavamo a costi orari esorbitanti e in linea di massima non era possibile fare sperimentazione; in pratica si arrivava con un premontato in u-matic, si copiava sul pollice e poi via a dettare TC e durata delle dissolvenze per qualche ora. In questo scenario era obbligatorio controllare i costi con un metodo orario.
Oggi, sopratutto per chi lavora direttamente con il cliente finale, si è costretti a forfettizare il costo poichè questo a sua volta entrerà in una logica di budget/dato e dal quale sarà molto difficile sforare.
Bisogna essere bravi ad ipotizzare il tempo che si impiegherà a fare il lavoro (io cerco di stare sopra i 130€ che hai ipotizzato), ma non è facile.
Il problema è che ci si sposta da una logica di tempo impiegato ad una logica di valore del prodotto percepito dal cliente: il risultato è che se hai una forza contrattuale ti puoi far pagare tanto, ma se non ce l'hai sei costretto a svenderti.
In questa logica va da se che in qualche modo viene premiata la bravura, ma anche la fortuna di trovarsi ad operare in mercati più o meno "ricchi".
Se sono bravo e lavoro per la pubblicità posso arrivare anche a 400/500 € all'ora, ma se lavoro con budget assegnati il discorso è molto diverso.
Altro spunto di riflessione è il grado di complessità a cui si può arrivare in un montaggio (oppure oggi sarebbe meglio dire compositing), mi spiego sempre più spesso alla fine del lavoro in FCP mi ritrovo dalle 15 alle 20 tracce; ogni secondo è veramente sudato.
Allora il punto è come si fa a ipotizzare un prezzo di un lavoro che man mano che lo fai ti cresce in mano (anche per la voglia di sperimentare) e lo finisci solo quando devi assolutamente consegnarlo?
Credo la possibilità di portare avanti il lavoro in modo del tutto autonomo stia creando, come abbiamo visto dal tuo sondaggio, un grande divario tra realtà forse simili.
L'unica soluzione che vedo è quella di confrontarci sempre più spesso in modo da crare una sorta di coscienza collettiva.

E complimenti per il tuo blog

Marco

piero ha detto...

Ciao Marco,

complimenti per il tuo commento!!

Hai fatto un analisi che sposo al 100% e che chiaramente proviene da una lunga esperienza... Prendo i tuoi suggerimenti e considerazioni come stimolo a costruire un dibattito sull'argomento. E come primo step ho appena postato questo intervento di un editor di Los Angeles che trovo non solo interessante, ma anche un riferimento economico per noi al di qua dell'Atlantico

A prestissimo,

Piero

P.S.
Se mi autorizzi posterei interamente il tuo commento anche per dargli la visibilità che si merita. fammi sapere!

Anonimo ha detto...

Pubblica pure,
più se parla meglio è, dato che le stesse considerazioni le stanno facendo anche dall'altra parte del mondo

Ciao Marco