" Questo Blog lo dedico ai folli. Agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane, a tutti coloro che vedono le cose in modo diverso. Costoro non amano le regole, specie i regolamenti e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Potete citarli, essere in disaccordo con loro; potete glorificarli o denigrarli ma l’unica cosa che non potrete mai fare è ignorarli, perchè riescono a cambiare le cose, perché fanno progredire l’umanità. E mentre qualcuno potrebbe definirli folli noi ne vediamo il genio; perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero. Da "Think different"


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24/05/08

Emigrare si può!!! E vivere meglio? Forse si!


che internet, oltre tutte le belle cose che ha permesso (le brutte le lascio agli stolti della propaganda Goeringhiana...), permettesse di ri-incontrare amici lontani è cosa risaputa. Ma quando accade che uno come me, fa un Blog come questo, e si ritrova nella posta del Blog una mail di un caro e vecchio amico trasferitosi a LA, di cui aveva perso le tracce, è proprio una grande sorpresa!
Alberto è un professionista della Computer Grafica, che oltre 10 anni fa, se ne è andato da Milano giustamente disgustato dall'ambiente della CG italiota e da un mercato "drogato" da nepotismi e clientelismi di ogni genere (poco è cambiato... ndr) dove la competizione era sulle conoscenze giuste e non sul talento e capacità. Ma non solo, il problema erano anche le corte vedute di Clienti, Case di produzione e Agenzie che soffrivano del mal d'estero. In Italia non si è mai investito nella CG di alto livello, anche quando alla fine degli anni '80 c'erano le persone, i mezzi e le conoscenze tecniche per poterlo fare. Perché, diciamocelo, un imprenditore del settore cinema-tv-advertising, avrebbe dovuto investire nei giovani, quando si guadagnava lo stesso con cene, PR e speculando magari in Borsa?
Alberto non fu poi il solo, con lui emigrò la crema dei tecnici e creativi della CG italiana, che fra il 91 e il 95 si era vinta i migliori Premi nei Festival Internazionali... (e che fatica!..). Chi andò, alla Pixar, chi da Lucas, chi alla Rithm & Hues, chi alla Pacific, etc. Era l'inizio dell'era digitale di Hollywood, ma anche ora e forse più di prima di spazio ce n'è ancora.

Quindi se siete giovani, avete capacità e talento, e non vi spaventa allontanarvi da questo paese di italioti, fatevi avanti. Andate nelle pagine di Job Opportunities delle grandi società di CG come questa della Sony Entertainment e mandate i vostri cv, reel etc.

E se vi trasferite, ogni tanto... scrivete (qua) a casa!!

10 commenti:

Anonimo ha detto...

E' bello sapere che il tuo Blob è seguito oltreoceano, ancora di più poi sapere che lo segue anche Alberto con cui abbiamo iniziato a muovere i primi passi nella CG (dall'Amiga 1000 in poi).
Non sono naturalmente portato a guardare avanti ma in quest'occasione mi sento di fare un'eccezione e riflettere su come sono cambiate le modalità del ns lavoro.
Quando facevamo le nottate con Alberto per riuscire a dare vita a qualche decina di secondi di animazione si faceva così tanta fatica che necessariamente eravamo costretti a progettare e verificare il lavoro prima di impegnare macchine (mac e beta per il passo uno) per notti e notti.
Oggi è molto più facile (gli strumenti sono radicalmente diversi e soft molto più potenti), forse si sperimenta di più, ma troppo spesso ci si trova a muovere le gambe prima della testa, cioè si "prova" e poi ci si adegua al risultato mettendo da parte lo spirito critico.
Ci sono è vero mille scusanti (troppo poco tempo, il budget, ecc....) ma mi sembra che si progetti poco.
Mi piacerebbe che si aprisse un confronto su questo tema.

Ciao Marco

piero ha detto...

Ciao Marco,

tu e Alberto eh?...
Bè io e Alberto siamo venuti dopo e grazie alle SGI a 150Mhz (...) e Softimage qualcosa in più si poteva fare, anche se si doveva sempre riversare a passo uno con il Mac e il Beta!!

Il ragionamento è interessante e la "provocazione" stimolante, per cui la rilancio volentieri appena ho un attimo di tempo!

Chiedo ad Alberto se ha volglia di partecipare dal suo "alto" punto di vista...

Grazie e a presto!

Piero

Alberto ha detto...

Sono onorato di essere stato chiamato in causa e molto felice di poter condividere le mie esperienze e punti di vista.

Da dove vogliamo partire? Dai tools e dai loschi individui che abitavano gli uffici dell'ImmagineSoffice negli anni 90 o dai clienti che sapevano fare il tuo lavoro? : )

Alberto

Alberto ha detto...

E' vero i tools oggi sono anni luce piu' potenti di solo 10 anni fa. Ma, anche allora, si aveva la brutta abitudine di accendere subito il computer prima di usare carta e penna.
Inoltre negli anni 90, la CG italiana era dominata dalle mode tecnologice americane del momento tipo morphing, metaballs etc...

Cio' che mi chiedo, e' se gli artisti della CG di oggi, devono essere piu' tecnici che creativi o viceversa.

Qui negli States non e' ancora chiaro il ruolo che gioca la formazione, dato che costantemente vediamo sia ingenieri che creativi approdare alle piu' grandi case di VFX e dopo pochi mesi,soffrire nell'adattarsi a diventare piu' tecnici e artistici allo stesso tempo.

L'industria della CG e VFX ha piu' di 20 anni eppure le comptenze necessarie non sono ancora state ben definite ne le scuole in grado di forgiare professionisti subito pronti ad iniziare grandi produzioni.

In Italia dove sta andando la CG?

Alberto

P.S. marco ciao! Cosa ci fai su questo blog? : )

piero ha detto...

Bè se Alberto, che sta nel "paradiso" dei VFX ci dice che dopo anni ancora là non è molto chiaro il ruolo e l'approccio di chi si butta nella CG, allora possiamo stare tranquilli...

Un paio di cose che mi chiedo, e peccato che un su lavoro 3D fra Marzo e Aprile non sono stato coinvolto dal cliente, a proposito di progettazione e ruoli sone queste:
Se parliamo di Tools, non si può non considerare l'alto grado di interattività che le macchine offrono oggi all'operatore. Per cui è ovvio se con Motion io posso modificare un particle mentre lo guardo animarsi in RT, progetto molto meno e provo molto di più. finchè non raggiungo l'efffetto che voglio. Diverso è quando devo pensare a cosa farci con quel particle... Ammetto, di nuovo, che la progettazione ha molto senso nel lavoro di Alberto forse meno nel mio, dove ti viene chiesto uno spot di 15 sec in 2 giorni, tutto di sintesi o motion graphics.
Il cinema di qualità è progettazione, il doc di qualità è progettazione. Lo spot pubblicitario...lasciamo perdere... è masturbazione più che altro...
Un videoclip può essere l'uno e l'altro. La moda solo immagine ormai e poca progettazione.
In questi ultimi tempi, a parte Vasco, il problema è il SENSO delle cose che ci sfugge, ma che non spaventa certo il pubblico ormai abituato e conformato al CAOS.
In un intervista recente di Gibson, lo scrittore, si paventa un problema non da poco, che vorrei rilanciare sul Blog, e cioè l'imminente sfuttamento delle nostre idee e delle informazioni che coindividiamo democraticamente in rete, da parte delle furbe Corporation a corto di idee e in recessione.

Aprirei invece una nuova pagina sui Clienti, se la meritano!

Marco ha detto...

Alberto mi chiede cosa ci faccio su questo blog,
per stare al passo con i tempi sono migrato su FCP che oltre a essere molto aperto a contributi esterni (2/3D) consente di risolvere parecchi problemi utilizzando tutta la suite.
In qualche modo si torna alle origini un solo operatore per risolvere tutti i problemi.
Per questo credo che per andare realmente avanti e fare tesoro dell'esperienza acquisita è necessario progettare (magari non più con carta e penna ma comunque muoversi con rigore dentro le linee fissate).
Io lavoro con clienti (prevalentemente brand molto noti) che lasciano molta libertà, ma proprio per questo il rigore deve essere al massimo.
Sono cosciente che esistono altre tipologie di clienti e altri modi di lavorare, ma senza progetto restano solo gli effetti che sono facilissimi da copiare, soprattutto da chi è a corto di idee.
Ma come si fa a costruire una fucina di idee?

Ciao Marco

Alberto ha detto...

Marco,

prima di tutto, fammi avere per favore la tua email (chiedi a Piero). Il club di "Wings for fan" non e' completo senza di te!

Concordo che la progettazione o meglio dire la pre-produzione e' una fase determinante e costantemente sottovalutata.
Posso raccontarvi ad esempio che anche su gli ultimi film ai quali ho partecipato, I AM LEGEND a HANCOCK, i registi (il cliente) non aveva le idee su come usare i VFX ne tantomeno su come terminare il loro film. Un "tool" o una pratica, molto di moda qua negli States sono i pre-screening, una vera e propria maledizione per tutte le grandi case di VFX. Con budget multimilionari in gioco, i registi si affidano completamente a queste proiezioni del film non ancora ultimato con gruppi campioni i quali 9 su 10, sapendo di essere in sala per criticare il film, fanno commenti di ogni tipo facendo andare in palla il regista (e i producer). E se da un lato, rifacimenti significa anche extra cash per l'azienda, il piu' delle volte, il quadagno non giustifica lo stress al quale il team e la render farm vengono poi sottoposti.
Tornando al discorso della creativita', credo anche che solo in epoche medievali, un artista poteva dire di avere avuto un'idea completamente nuova ed originale. Con l'avvento e la diffusione dell'informazione di massa (stampa, fotografia, televisione e ora il web) e' diventato piu' difficile non essere anche a livello inconscio, condizionati in parte da cio' che e' gia' stato fatto. Il nostro cervello e' una spugna in costate assorbimento e oggi, creare ed essere creativi significa anche rivedere e ridegnare in meglio cose gia' fatte. Dovremmo forse, riportare i tools a livello di MacTopas o Symbolics solo per obbligare i nuovi talenti asviluppare la loro creativita'? Ovviamente no, pero' si puo' invece abbracciare come una religione il vecchioconcetto di "less is more". Dimenticarsi almeno il 50% di filtri come lens flare o warp effect e rieducare clienti operatori alla bellezza della semplicita', anche se in un periodo storico dove il concetto di bellezza e' incentrato sl silicone, cio' non e' facile.

Alla fine il nuostro ruolo di artisti e professionisti allo stesso tempo, ci obbliga a vivere con pennelli in una mano e con
l'orologio nell'altra. E' vero che Leonardo non usava computer ma se per dipingere la Mona Lisa gli avessero dato
una deadline di una settimana forse il misterioso sorriso al quale sono certo Leonardo ci spese mesi per perfezionarlo, non sarebbe il capolavoro universalmente riconosciuto... e forse il background l'avrebbe copiato da un'immagine di Grazia Neri.....

Come si fa allora a costruire una fucina di idee? Un modo a mio giudizio e' quello di usare le piu' avanzate tecnologie per la progettazione e pre-pro PRIMA di entrare in produzione. E non ultimo di vendere concetti e non lens flare fx clienti.

Alberto

Marco ha detto...

Trovo interessantissimo il post di Alberto, noi siamo sempre convinti che oltreoceano tutti abbiano le idee chiare, ma invece scopriamo che stiamo usando un linguaggio che sta uscendo con fatica dall'analfabetismo.
Saper usare la penna non vuole automaticamente dire saper scrivere bene.
Lungi da me voler rifiutare tutto l'ausilio che la tecnologia ci può dare per realizzare in poco tempo ottimi progetti, ma bisogna diffondere con convinzione l'idea che in questo caso il mezzo non è il messaggio.
Quindi sono pienamente d'accordo con l'idea di vendere prima i concetti degli effetti.
E' quello che cerchiamo di fare sempre.

Non sarebbe male avere qualche contributo diverso in questa discussione.

Marco

piero ha detto...

Ho invitato Fabrizio che fa 3D e MG a partecipare e anche Gian Luca di Videomakers e spero commentino presto.

Allora a parte la progettazione su storyboard/shooting board necessaria a chi fa cinema come Alberto, o a qualche pubblicitario che la deve vendere, il resto è più vicino a quello che diceva Marco ma con un "problemuccio":
il problemuccio del "...fammi vedere un esempio, un test..." frase amatissima da chi non c'ha un idea o da chi non c'ha tempo per vedere e discuterne. Frase "maledetta" da noi che dobbiamo poi farlo di corsa con il rischio che se il test è troppo lontano loro non capiscono, se è troppo vicino allora "...ma quindi ci vuole poco a farlo..." con conseguente taglio del preventivo...
Alberto da LA ha raccontato una cosa simile con i maleefici AVVOLTOI del marketing...cioè quelli che oggi fanno i Guru della comiunicazione basandosi su qualsiasi e spesso malfatto e limitato sondaggio.
Mi sta capitando lo stesso, quando al posto di un Art Director mi trovo a che fare con PR o Marketing... Sono bravissimi a fare il loro lavoro, ma se si parla di comunicazione, innovazione, creatività, lasciamo perdere. Per questo credo sarà necessario presto un bel post-provocazione sui Clienti..con i vostri commenti.

Bello il discorso sul rigore, che vale anche per me e i miei clienti, ma mi sono pure accorto che uno screen saver partito per caso davanti a un cliente mentre si discuteva ha generato interesse e fatto scaturire una soluzione che mai avrei progettato.
Il che mi porta a dire: Se il nostro referente ha cultura e conoscenza la progettazione ha un senso ed è fruttuosamente condivisa, se il cliente è "ignorante" e non ha alcuna cognizione di causa allora ci si affida all'effetto del momento. La prima è una soluzione "colta", la seconda populista (lo voglio come quello del concorrente... ma diverso!). Da cui ne consegue il tempo, che se è Monopolio dell'Avvoltoio del marketing, riduce tutto al populismo tecnocratico di cui si diceva: la gente lo vuole così, tu lo fai, tanto che ci vuole?

ma vi siete guardati l'ultima lezione di Lessig online, sul Remix e Creative Commons? Anche lui ha capito che dopo questa abbuffata di web 2.0 il prossimo step della sua battaglia è il potere. E chi altri se no?

Se il potere ce lo ha il marketing, che senso ha parlare di creatività, di artistico, di sfumature? Nulla, perchè il tipico/a market oriented manager non ha nè arte, nè parte. Ma decide...

piero ha detto...

Dimenticavo:
Alberto vai a vedere o trova "il Divo" dell'ottimo 40enne Sorrentino, su andreotti e 50 anni di potere italiota.
Ho seguito in TV una discussione di giornalisti e critici cinematografici italioti e a parte uno o due il resto si concentrava sulle polemiche scaturite: se Andreotti è il padre padrone, il diavolo e l'acqua santissima, se la DC era una banda o no etc.
Ad un certo punto però il conduttore a chiesto loro: " ma il film, l'opera cinematografica vale? E' insomma un buon/bel film?"
Anche quelli che denigravano il film sull'onda delle polemiche, hanno dovuto dire che era un ottimo film, ben fatto, ben costruito, di qualità e scelte stilistiche di livello superiore.
Da cui ne deriva: se è un gran bel film, ben fatto e costruito, perchè concentrarsi sulle polemiche e non sul bel film, ben diretto e scritto? Perché la cornice, il muro e non la tela?