" Questo Blog lo dedico ai folli. Agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane, a tutti coloro che vedono le cose in modo diverso. Costoro non amano le regole, specie i regolamenti e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Potete citarli, essere in disaccordo con loro; potete glorificarli o denigrarli ma l’unica cosa che non potrete mai fare è ignorarli, perchè riescono a cambiare le cose, perché fanno progredire l’umanità. E mentre qualcuno potrebbe definirli folli noi ne vediamo il genio; perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero. Da "Think different"


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27/03/08

Dibattito in rete: molti che montano in Final Cut sono degli spingi bottoni?


Da tre quattro giorni si è scatenata una discussione su vari Blogs americani del settore, su questo articolo di Scott Simmons, editor di film e video, sul fatto se molti dei "giovani" editor che usano Final Cut Pro siano dei veri montatori o solo degli spingi bottoni... Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i nostri editor e videomakers italiani al proposito e quindi vi invito a commentare qua l'articolo.
Mi ero letto l'articolo il 24/3 quando era stato pubblicato e lì per lì mi ha lasciato perplesso che un montatore di esperienza si sia fatto prendere/perdere la mano e scritto un tale articolo. In breve Scott sostiene che fino ad Avid l'editor aveva una formazione abbastanza obbligata, proveniva cioè da un periodo di lavoro come Assistente al montaggio, poi magari aveva cominciato a montare con le centraline e i mixer video dell'epoca Betacam. Oppure era un Assistente al montaggio poi divenuto Editor lavorando sulle moviole 16/35mm. In un caso o nell'altro la sua preparazione era frutto degli insegnamenti o di occhiate di un Editor con più esperienza che probabilmente aveva iniziato imparando da uno che lavorava in moviola.
L'Assistente avrebbe quindi avuto una scuola sul campo o meglio ancora frequentato dapprima un corso vero e proprio sul montaggio. Probabilmente nell'imparare il mestiere aveva potuto assistere al lavoro del "maestro" con accanto Regista, Segretaria di Edizione, Producer. Probabilmente i suoi primi lavori di montaggio erano frutto della benevolenza del "maestro" o del super lavoro di questo, ancor più probabilmente aveva iniziato facendo la selezione del girato, organizzando il lavoro per il "maestro" e infine gli era stato concesso di montare qualche videoclip o redazionale o trailer (quando non erano ancora un arte..).
Poi però arrivò Avid sui vecchi Power Mac o addirittura sui Macintosh Fx ed in realtà rispetto al lavoro in moviola l'organizzazione del lavoro non era poi così diversa, dato che Avid agli inizi era solo uno strumento di montaggio offline poi o si tornava in pellicola con il taglio negativo o si esportava una EDL per andare a fare il definitivo in un COSTOSO studio di Post Produzione aggiungendo a quel punto Grafica, Titoli o FX con PainBox e similari.

Io sono arrivato + o - a quel punto a fare video, prima facevo esclusivamente Sigle e videografica per la TV e la pubblicità con Mac e workstation SGI ma quando le cose erano particolarmente sofisticate andavo a Londra e lì ho imparato parecchie cose e molto di più che qua da noi (come al solito...). Lì l'editor online era una figura di primissimo piano, c'erano le Star del montaggio, quelli più bravi sui videoclip o quelli sugli spot o ancora quelli su documentari o lungometraggi. Tu che ti occupavi di tutto il processo non solo sceglievi lo Studio di Postproduzione dove fare il definitivo, ma ti sceglievi anche l'editor che il più delle volte era un freelance! Come nel cinema insomma...
Da noi invece, l'Editor di uno Studio di Postproduzione era un dipendente della società, alcuni erano particolarmente professionali, ma il problema era che l'editor-impiegato era costretto a montare ciò che la clientela di quello Studio portava. Quindi montavano un po' di tutto senza, quasi mai, eccellere in un campo specifico e spesso tu cliente, ti ritrovavi a rinunciare al tuo editor per turni di lavoro o motivazione organizzative della Società. Molti di loro NON provenivano dal montaggio in pellicola, erano dei bravi tecnici, punto.
Ora per tornare alla discussione, con l'arrivo di Final Cut Pro su un Mac da 3/4 milioni di lire, Apple ha rivoluzionato quel mondo, nel bene e secondo Scott anche nel male. All'epoca noi utilizzavamo alcuni editor di Avid per montare i nostri video, con dei costi esagerati, NON tanto del montatore, ma della struttura che aveva Avid e aggeggi correlati tanto che a volte conveniva montare direttamente con una centralina e un mixer rinunciando alle mille possibilità del NON LINEAR editing. Addirittura si faceva l'"offline" con il nostro montaggio a 3/4 UMatic e il time code stampato in basso. Ad un certo punto però con la crisi del mercato pubblicitario e la rara "esternalizzazione" delle produzioni televisive, molti dei nostri montatori hanno cambiato mestiere, tipo il TV Producer, o sono andati all'estero o a Roma per il cinema o la fiction. A quel punto dapprima mi sono imparato un po' di Avid poi ho comprato subito Final Cut Pro e un Mac G3 (quello bellissimo blu e bianco).
Ora, che esperienza avevo di montaggio? Quali erano stati i miei "maestri"? Essenzialmente i miei occhi, le mie orecchie, la capacità di assorbire tutto ciò che avevo visto seguendo il montaggio di tanti lavori e qualche lettura. Ma cosa potevamo fare, se non si trovava un montatore freelance disponibile quando serviva, se molti di loro hanno preferito accasarsi in qualche struttura? Di nuovo, ora, mi chiedo: dove sono gli editor freelance a parte quelli accasati e quelli del giro pubblicitario? Se noi dobbiamo montare un video documentario di un cliente di 50 minuti, dove lo troviamo? Chi sono? L'inverno scorso avevo un problema del genere e alla fine ho ritrovato un vecchio amico editor che mi ha dato una mano nel tempo libero sul suo Powerbook, con FCP e iChat per visionare i suoi premontati e scambiarci le opinioni. Perfetto! Ma oggi lui stesso si è di nuovo accasato e quindi? Un altro carissimo amico editor, da qualche anno invece si è messo a fare il mio mestiere, il concorrente, e se da un parte mi fa piacere dall'altra ho perso un editor di cui mi fidavo!

In conclusione (come dice Vergassola..) quindi che un giovane editor abbia cominciato con FCP e un Mac (per un totale di 3500 euro) a me non fa che piacere: credo che la diffusione della tecnologia a basso costo per usi creativi sia una manna dal cielo, beati voi che ci siete nati in mezzo..! La competizione, basata sulle idee, è l'unica che può dirsi tale, perchè quella basata sulle possibilità economiche, in campo creativo ha prodotto più che altro dei "mostri" ! E' inoltre divertente RIVEDERE la vecchia storia già vista alcuni fa con il boom del video: i vecchi "pellicolari" arrabbiati con chi ne sapeva più di loro di Postproduzione e ho lavorato all'epoca con vari registi invidiosi, della mia competenza con l'elettronica, che arrivavano al punto di scegliere la strada peggiore pur di non riconoscere un migliore punto di vista. E vabbé.. Certo Scott ha sicuramente RAGIONE quando sostiene che c'è un certo livello di approssimazione, nei giovani Editor made by FCP, soprattutto quando si tratta di chiudere il lavoro con i vari processi della versione definitiva: color correction, formato del master definitivo, mix audio, livelli video... Ha certamente RAGIONE quando dice che un background anche da autodidatta su libri sul montaggio è auspicabile e utile per fare la differenza. Ma probabilmente sbaglia quando conclude che Final Cut ha generato e livellato verso il basso, la nuova generazione di Editor. Che poi Editor? Direi che di editor in realtà almeno da noi ce n'è pochini, perlo più sono videomaker che si montano da sé il loro film/video e perché mai dovrebbero cercarsi e pagarsi un montatore quando le produzioni e i clienti hanno tagliato i costi, anche loro, con il giochino dell'euro? In fondo il fai da te è un caso più europeo, più latino, che del mondo anglosassone.
Ci sarebbe da chiedersi invece se la stessa cosa non stia succedendo con le videocamere digitali o addirittura coi cellulari/camera: quanta passione, conoscenza, quale background (che non sia la pessima televisione italiana) c'è allora in chi si improvvisa regista o videomaker? Va bene Lessig e la teoria del REMIX, ma quando un contenuto, una storia, un racconto, un opera, sono frutto di un idea originale e sviluppata, io lo preferisco!!

1 commento:

giulio berruti ha detto...

Argomento interessante; e capita proprio quando sul mio blog Corto in corto ho iniziato a parlare di montaggio. Il punto di inizio sul quale riflettere è proprio sull'intervento delle macchine nel montaggio. Utilizzare una moviola richiede conoscenze tecniche elementari; un montaggio in analogico richiede maggiori conoscenze e così per l'avid ed il final cut. Ed ecco il problema: essere padroni di un programma fa di voi di un montatore? La risposta è no, assolutamente no. Il montaggio è creatività e richiede molte conoscenze che vanno molto oltre la conoscenza tecnica cosa evidente davanti ad una moviola e più nascosta davanti ad un computer. Per i miei lavori io pretendo sempre ( e a volte la ottengo litigando) la firma del montatore come Montatore avid e non solo come montatore; il montaggio, ripeto, è creatività e nasce dalla esperienza, dalla attenzione, dal saper rubare il mestiere ad un altro montatore vero. Utilizzare al meglio una tastiera, non fa di voi uno scrittore.